All'interno della Reggia di Schönbrunn
Oltrepassa la maestosa facciata gialla e scopri la vera anima della dinastia asburgica all'interno della Reggia di Schönbrunn.
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La principale attrazione di Vienna
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Stanze imperdibili all'interno del Palazzo di Schönbrunn
Con il tuo biglietto d'ingresso a Schönbrunn, non potrai vedere tutte le 1.441 stanze e, onestamente, non lo vorresti nemmeno. Il palazzo apre al pubblico circa 40-45 sale accuratamente selezionate e, tra queste, cinque stanze si distinguono come assolute protagoniste. Non sono solo spazi eleganti con mobili di pregio: ognuna racconta un capitolo specifico della storia europea, dalla rivoluzione artistica del XVIII secolo ai momenti tesi della Guerra Fredda.
Cosa rende queste cinque stanze essenziali? Rappresentano l'apice dell'arte rococò, sono state testimoni di eventi che hanno cambiato il mondo e svelano la vita intima delle persone che hanno plasmato un impero.

La Sala dei Milioni
Se hai tempo di apprezzare a fondo una sola stanza a Schönbrunn, scegli questa. La Sala dei Milioni è universalmente considerata una delle sale rococò più belle e sfarzose al mondo, e il suo nome dice tutto. Il costo fu così astronomico nel XVIII secolo che venne chiamata semplicemente "il milione", a indicare una cifra incalcolabile.
Le pareti sono rivestite con un legno tropicale estremamente raro chiamato palissandro o "Feketin". Ma la vera magia avviene all'interno dei 60 cartigli rocaille dorati incastonati in questi pannelli. Dentro ogni cornice troverai qualcosa di inaspettato: collage realizzati con miniature indo-persiane che raffigurano scene dell'Impero Moghul in India.
Si trattava di miniature di immenso valore che i membri della famiglia imperiale ritagliavano e riassemblavano personalmente in nuove composizioni, come una sorta di scrapbooking aristocratico. Quello che oggi potrebbe sembrare un vandalismo artistico, nel XVIII secolo era considerato una forma di apprezzamento raffinato.
La Grande Galleria

La Grande Galleria
Immaginate una sala da ballo lunga oltre 43 metri e larga quasi 10. Era qui che la corte asburgica mostrava al mondo la magnificenza del proprio potere. La Grande Galleria fu concepita come il palcoscenico supremo del teatro imperiale, ospitando banchetti di Stato, ricevimenti diplomatici e quei leggendari balli viennesi che hanno definito un'epoca.
Ma ciò che cattura davvero l'attenzione sono gli affreschi dell'artista italiano Gregorio Guglielmi. Non si tratta di semplici decorazioni, ma di una sofisticata opera di propaganda volta a glorificare il regno dell'imperatrice Maria Teresa e a consolidare la sua legittimità come sovrana.
La sala non smise di essere protagonista dopo la caduta della monarchia. Durante il Congresso di Vienna del 1814-1815, le potenze europee si riunirono proprio qui per ridisegnare i confini del continente dopo la sconfitta di Napoleone. E in uno dei momenti più suggestivi della storia moderna, questo opulento capolavoro rococò fece da cornice al vertice della Guerra Fredda tra JFK e Krusciov nel 1961.
Foto: "Austria - Great Gallery" di Dennis Jarvis.

La Sala degli Specchi
Questa stanza si è guadagnata un posto nella storia grazie a 45 minuti trascorsi nel 1762. Fu allora che un bambino prodigio di sei anni di nome Wolfgang Amadeus Mozart tenne il suo primo concerto davanti all'imperatrice Maria Teresa e alla sua corte.
Dopo aver terminato la sua esibizione, il piccolo "Wolferl" non si inchinò educatamente per poi ritirarsi come richiesto dal protocollo. Al contrario, saltò in grembo all'imperatrice, le gettò le braccia al collo e la baciò con entusiasmo. Maria Teresa, che governava uno degli imperi più potenti d'Europa, trovò apparentemente il gesto delizioso piuttosto che scandaloso.
Oltre a questo momento iconico, la Sala degli Specchi fungeva da sala delle udienze per le occasioni speciali.
Antica Sala della Lacca

Antica Sala della Lacca
Pochi spazi in Europa concentrano tanta storia personale e politica in una sola stanza. Originariamente lo studio dell'imperatore Francesco Stefano, questo ambiente divenne qualcosa di completamente diverso dopo la sua morte improvvisa.
L'imperatrice Maria Teresa lo trasformò in un santuario commemorativo privato per l'amato marito, installando preziosi pannelli in lacca cinese nera e circondandosi di ritratti di famiglia da lei personalmente commissionati.
Foto: "Austria" di Dennis Jarvis.

Salotto Cinese Blu
Se la Grande Galleria rappresenta l'apice del potere asburgico, questa sala ne rappresenta il capitolo finale. Il Salotto Cinese Blu, decorato con carte da parati cinesi ed elementi di chinoiserie, è probabilmente lo spazio storicamente più significativo dell'intero palazzo per l'Austria moderna.
L'11 novembre 1918, l'ultimo imperatore d'Austria-Ungheria, Carlo I, sedette in questa stanza e firmò la rinuncia alla partecipazione agli affari di Stato. Quel singolo atto dissolse la monarchia e pose fine a oltre 600 anni di dominio ininterrotto degli Asburgo. La dinastia che aveva plasmato la storia europea per secoli non finì su un campo di battaglia, ma in un salotto decorato in blu.
Foto: "Austria - Blue Chinese Salon" di Dennis Jarvis.
L'ala ovest o l'era di Francesco Giuseppe e Sisi

L'ala ovest o l'era di Francesco Giuseppe e Sisi
L'Ala Ovest cattura le vite contrastanti dell'Imperatore Francesco Giuseppe e dell'Imperatrice Elisabetta, rivelando un matrimonio tra visioni del mondo opposte:
- Gli appartamenti di Francesco Giuseppe sono sorprendentemente austeri, a riflettere la sua personalità di "imperatore-burocrate". Il suo semplice letto da campo in ferro simboleggia una vita di disciplina militare e lavoro incessante.
- In netto contrasto, le stanze di Sisi traboccano di lusso ed espressione personale. I suoi alloggi raccontano la storia di una celebrità del XIX secolo che si sentiva soffocata dal protocollo asburgico.
In definitiva, questi spazi illustrano il divario tra la dedizione di lui verso lo Stato e la disperata ricerca di libertà personale di lei.
L'ala est e il capolavoro del XVIII secolo di Maria Teresa
Ora cambiamo epoca e sensibilità. L'ala est ti riporta al XVIII secolo e al regno dell'imperatrice Maria Teresa, la formidabile matriarca che trasformò il Palazzo di Schönbrunn nella meraviglia artistica che conosciamo oggi.

Stanza delle Porcellane
Questo piccolo gabinetto fungeva da studio privato e sala da scrittura di Maria Teresa ed è un'autentica fantasia artistica. Le pareti non sono affatto ricoperte di porcellana, bensì sono pannelli di legno meticolosamente dipinti a mano per imitarla, creando una perfetta illusione in stile chinoiserie.
Foto: "Lampadario di Schönbrunn nella Stanza delle Porcellane" di Hic et nunc.
Gabinetti Cinesi

Gabinetti Cinesi
Due stanze, il Gabinetto Ovale e il Gabinetto Rotondo, fiancheggiano la Piccola Galleria e raccontano una storia più segreta. Maria Teresa utilizzava queste camere per conferenze riservate con il suo cancelliere di stato, discutendo questioni troppo delicate per le sale pubbliche o persino per gli appartamenti privati dove i servi avrebbero potuto origliare.
A differenza dell'abile imitazione della Sala della Porcellana, questi gabinetti sono decorati con autentica lacca asiatica, sete importate e porcellana originale proveniente da Cina e Giappone. I materiali da soli rappresentavano un'enorme ricchezza, ma il loro scopo andava ben oltre l'ostentazione. Queste stanze creavano un'atmosfera di alterità, uno spazio psicologicamente separato dalle attività quotidiane del palazzo.
Foto: "Gabinetto Cinese Ovale nel castello di Schönbrunn" di Dennis Jarvis.

Sala delle Cerimonie e i suoi dipinti nuziali imperiali
Questa imponente anticamera fungeva da area di attesa e ricevimento, ma il suo vero significato risiede nei monumentali dipinti che ritraggono il matrimonio del figlio di Maria Teresa, Giuseppe II. Non si trattava di semplici ritratti di famiglia; erano opere di propaganda su vasta scala, volte a documentare uno dei matrimoni dinastici più importanti del secolo.
I dipinti catturano tutto lo sfarzo e il peso politico dei matrimoni imperiali, unioni accuratamente orchestrate per mantenere alleanze, mettere in sicurezza i confini e perpetuare le dinastie. Osservandoli oggi, si percepisce come gli Asburgo volessero che la propria storia fosse ricordata: magnifica, predestinata, inevitabile.
Foto: "Sala delle Cerimonie di Schönbrunn" di Helmuth Furch.
Altre informazioni utili

Orari di apertura
Il Palazzo di Schönbrunn apre le sue porte ogni giorno alle 08:30, mentre l'orario di chiusura varia a seconda della stagione:
- Dal 3 novembre al 26 marzo: 08:30 – 17:00.
- Dal 27 marzo al 30 giugno: 08:30 – 17:30.
- Dal 1 luglio al 31 agosto: 08:30 – 18:00.
- Dal 1 settembre al 2 novembre: 08:30 – 17:30.
Inoltre, il Parco di Schönbrunn (che comprende i giardini, l'Orangerie e il labirinto) apre al pubblico alle 06:30, consentendo l'accesso prima dell'inizio delle visite agli interni.



